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Terzo test INNATA CHAMOIS Lukas Amadini prove di discesa spericolata

Nella foto bel salto di Lukas vincitore della  King of Castle di Brescia 2014.

 

Ciao ragzzi, sono Lukas Amadini, cinque volte campione regionale di downhill, corro in questa disciplina da 8 anni a livello nazionale e tra alti e bassi sono sempre stato nelle prime 25 posizioni del ranking agonistico nazionale. Ho conosciuto Dario di INNATA che ha pensato di inserirmi nella rosa degli esperti per il test in ambiente della nuova nata di casa, la full di prossima produzione.

Conoscendo le mie capacità e la mia predilezioni per le discipline “gravity” mi ha chiesto di vedere se oltre a difetti di gioventú la bici avesse difetti che potessero pregiudicare il divertimento in discesa. Ma, come tutti sanno, per poter scendere, prima bisogna salire. Pertanto……

In salita la Chamois si comporta bene, agile e reattiva ti permette delle ripartenze agevoli. Il motore Brose è sempre presente e pronto a mettersi in tiro alla prima pressione sul pedale. È agile e senza sforzi eccessivi si riesce a superare anche ostacoli di discrete misure, anche se, premesso che da me (alta Valtrompia provincia di Brescia), le salite sono ben ripide e che la ebike è destinata anche e soprattutto a pedalatori non agonisti, ho riscontrato un paio di pecche imputabili alla componentistica con cui è stato allestito il prototipo. La prima è la forcella che non prevede la possibilità di accorciare la corsa, questo permetterebbe, nel caso di salita ripida, di abbassate l’altezza del manubrio ed evitare la spiacevole sensazione di ribaltamento. La seconda è l’utilizzo di un ultimo rapportò non sufficientemente corto, il che si traduce in un eccessivo utilizzo del motore. Con un rapporto piú corto, magari un 42 denti, l’andatura in salita sarebbe piú agile ed anche i meno allenati giungerebbero la cima con meno affanno.

Beh ora che siamo arrivati in alto, scendiamo. Per tornare ho scelto i sentieri che uso per allenarmi e per settare al meglio le mie armi da guerra. Sono trails che riassumono tutti i tipi di terreno che si possono incontrare in gara, ma anche durante le uscite con gli amici. Si susseguono radici, pietraie, fondi sconnessi e tratti veloci, ma questa volta fa capolino anche neve e ghiaccio.

In salita la taglia L per me enorme, io uso una S, non mi ha creato grossi problemi, ma in discesa, dove ci si deve muovere di più, mi è un poco d’impaccio. Anche abbassando la sella del tutto, fatico un pó a fare il fuorisella. Peró la sento bene, anche se non ha una grande escursione, riesco senza fatica a saltare gli ostacoli, e quando non salto ma impatto contro sassi o radici, non si punta, ma assorbe il colpo e passa via. Per me l’angolo di sterzo è buono mantiene la forcella inclinata il giusto.

Non avverto problemi gravi, Le “pecche” peró ci sono, ma sono imputabili non alla bici nell’insieme, ma ai componenti. Le gomme, Vittoria Bomboloni…..(i bomboloni lasciamoli in pasticceria), i freni Shimano Dore con dischi da 180 sono poco potenti e si limitano a rallentare piú che fermare. Confermo che la forcella 160 millimetri di escursione funziona bene, ma se fosse 170 o 180 darebbe piú comfort e sicurezza.

Concludendo, la Chamois và bene, i problemi sono risolvibili e non richiedono interventi strutturali sul telaio pertanto la promuoverei a pieni voti.

Ringrazio Dario Signoria per la fiducia riposta nelle mie capacità di tester, ed avermi concesso questa esperienza. Lukas

P.S.: dimenticavo il problema piú grosso, ……..Dario la rivuole. E a me tocca tornare a fare fatica.

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